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Le fasce di prezzo di capispalla, maglieria e pantaloni seguono la stagione: cambia l'assortimento, non i listini

Le fasce di prezzo seguono la stagione | Osservatorio Merchandising Intelligence

Osservatorio Merchandising Intelligence — Fasce di prezzo

Le fasce di prezzo seguono la stagione: come si sono mosse da luglio a ottobre

Otto rilevazioni, tre categorie dell’abbigliamento uomo — capispalla, maglieria e pantaloni — e due viste del mercato: l’offerta dei marchi e quella dei retailer multibrand. Prezzi di listino, dall’8 luglio al 20 ottobre 2026.

Le fasce di prezzo — Entry, Core, Premium e Top — servono a collocare un prodotto o un marchio all’interno del mercato. Spesso vengono trattate come una griglia fissa. I dati dell’Osservatorio mostrano che non lo sono: la scala dei prezzi si sposta nel corso dell’anno, e lo fa in modo diverso a seconda della categoria e del canale. Questo articolo ricostruisce il percorso da luglio a ottobre e ne spiega le cause.

Come si legge la scala dei prezzi

Per ogni categoria e per ogni rilevazione ordiniamo tutti i capi dal meno al più costoso e individuiamo tre punti: la soglia Entry, sotto la quale si trova il 25% dell’offerta; la mediana, che divide l’offerta a metà; la soglia Top, sopra la quale si trova il 25% dell’offerta. Le quattro fasce sono gli intervalli compresi tra questi punti. Spostare le soglie significa spostare la scala con cui si misura il mercato. I prezzi sono sempre quelli di listino, non scontati.

Tre categorie, andamenti diversi

Il grafico seguente mostra il prezzo mediano dell’offerta dei marchi, con la prima rilevazione di luglio posta uguale a 100. Il capospalla è l’unica categoria con un andamento netto: sale del 38% e lo fa a gradini, con il salto principale nella prima metà di settembre. Maglieria e pantaloni si muovono di poco: +3% e +4%.

Prezzo mediano per categoria, offerta dei marchi (indice luglio = 100)

901001101201301401508 lug28 lug8 ago18 ago1 set15 set6 ott20 ottCapispallaMaglieriaPantaloni138104103

Offerta dei 24 marchi presenti in tutte le rilevazioni. Ogni punto corrisponde a una rilevazione multibrand, tra l’8 luglio e il 20 ottobre.

La tabella riassume lo spostamento delle tre soglie per ciascuna categoria, nelle due viste. Per i marchi la variazione è calcolata tra la prima e l’ultima rilevazione; per i retailer tra l’8 luglio e il 20 ottobre.

Categoria Marchi: Entry Marchi: Mediana Marchi: Top Retailer: Entry Retailer: Mediana Retailer: Top
Capispalla 350 → 470 (+34%) 540 → 745 (+38%) 1.020 → 1.275 (+25%) 360 → 430 (+19%) 705 → 792 (+12%) 1.371 → 1.450 (+6%)
Maglieria 205 → 240 (+17%) 315 → 325 (+3%) 428 → 475 (+11%) 200 → 200 (0%) 310 → 320 (+3%) 650 → 595 (-8%)
Pantaloni 228 → 240 (+5%) 285 → 295 (+4%) 365 → 390 (+7%) 220 → 220 (0%) 310 → 320 (+3%) 650 → 650 (0%)
Valori in euro, variazione percentuale tra parentesi.

Il caso del capospalla

Nel capospalla l’intera scala si sposta verso l’alto. La soglia Entry passa da 350 a 470 euro (+34%), la mediana da 540 a 745 (+38%), la soglia Top da 1.020 a 1.275 (+25%). Il movimento non è graduale: la prima metà di settembre concentra il passaggio, con la mediana che sale del 15% in due settimane. È coerente con il periodo in cui entrano le collezioni invernali.

Capispalla, offerta dei marchi: le tre soglie nel tempo

salto di settembre2004006008001.0001.2001.4008 lug28 lug8 ago18 ago1 set15 set6 ott20 ottSoglia TopMedianaSoglia Entry1.0205403501.275745470

Soglia Entry: sotto c’è il 25% dei capi. Soglia Top: sopra c’è il 25%. Valori in euro.

Per capire dove si sposta l’offerta abbiamo fissato le soglie di luglio e osservato come si distribuiscono i capi di ottobre rispetto a quei riferimenti. A luglio, per costruzione, ogni fascia contiene circa un quarto dell’offerta. A ottobre la fascia Entry scende al 14% e la Core al 18%: la metà bassa dell’offerta passa dal 50% al 31%. Il peso si trasferisce sulle fasce Premium (37%) e Top (32%).

Capispalla, offerta dei marchi: quota di offerta per fascia, con le soglie di luglio come riferimento fisso

LuglioOttobre25%14%Entry25%18%Core25%37%Premium25%32%Top

Le soglie di luglio non vengono ricalcolate: per questo la quota per fascia può cambiare nel tempo.

Maglieria e pantaloni

Gli altri due andamenti sono più contenuti e hanno ciascuno una propria forma.

Maglieria. La scala si comprime dal basso: la soglia Entry sale del 17% (da 205 a 240 euro) e la quota di offerta sotto la vecchia soglia si dimezza, dal 23% al 12,5%. La mediana invece resta ferma (da 315 a 325 euro).

Pantaloni. Il centro della scala non si muove (mediana da 285 a 295 euro). Cambia leggermente la distribuzione: la quota di offerta sotto la vecchia soglia Entry scende dal 25% al 17%, quella sopra la vecchia soglia Top sale dal 26% al 31%. Poiché le soglie cadono vicino a prezzi molto ripetuti, lo leggiamo come un’indicazione e non come un dato forte.

Maglieria e pantaloni, offerta dei marchi: le tre soglie nel tempo (scala propria per ogni grafico)

Soglia TopMedianaSoglia EntryMaglieria8 lug1 set20 ott428475315325205240Pantaloni8 lug1 set20 ott365390285295228240

Valori in euro. Ogni pannello ha una scala verticale autonoma, per rendere visibile la forma dell’andamento.

Guardando le tre categorie insieme, con le soglie di luglio come riferimento fisso, emerge un tratto comune: in tutte la quota di offerta nella parte bassa della scala si riduce e quella nella parte alta cresce.

Quota di offerta sotto la vecchia soglia Entry e sopra la vecchia soglia Top, offerta dei marchi

Quota Entry, luglioQuota Entry, ottobreQuota Top, luglioQuota Top, ottobre25%14%25%32%Capispalla23%12%25%29%Maglieria25%17%26%31%Pantaloni

Quota Entry: capi sotto la soglia Entry di luglio. Quota Top: capi sopra la soglia Top di luglio. A luglio ciascuna quota vale circa il 25%.

Perché cambia: l’assortimento, non i listini

La spiegazione più immediata per uno spostamento delle soglie è che i prezzi siano stati ritoccati. Per verificarla abbiamo seguito ogni singolo capo dell’offerta dei marchi — ogni modello-colore, indipendentemente dalla taglia — confrontando la rilevazione di luglio con quella di ottobre, e distinguendo tre gruppi: i capi presenti in entrambe le date, quelli usciti e quelli entrati.

Il risultato è netto. I listini cambiano poco: tra l’81% e il 93% dei capi presenti sia a luglio sia a ottobre ha esattamente lo stesso prezzo, a seconda della categoria. L’assortimento cambia molto: in tutte e tre le categorie più della metà dei capi online a ottobre non c’era a luglio, e circa la metà dell’offerta di luglio non è più presente.

Quota di capi nuovi e di capi usciti tra luglio e ottobre, offerta dei marchi

Capi di ottobre non presenti a luglioCapi di luglio non più presenti a ottobre72%56%Capispalla69%50%Maglieria57%50%Pantaloni

Capi di ottobre non presenti a luglio, e capi di luglio non più presenti a ottobre, in percentuale dell’offerta della rispettiva data.
Quota di capi con listino invariato tra luglio e ottobre, offerta dei marchi

Prezzo di listino invariato93%Capispalla81%Maglieria91%Pantaloni

Capi presenti in entrambe le rilevazioni, con lo stesso prezzo di listino.

È in questo ricambio che si trova la spiegazione più coerente dello spostamento delle fasce: i capi che entrano costano più di quelli che escono, in tutte e tre le categorie. Nel capospalla la mediana dei capi usciti è di 490 euro, quella dei capi entrati di 750.

Prezzo mediano dei capi usciti e dei capi entrati, offerta dei marchi

Capi uscitiCapi entrati490750Capispalla239295Maglieria270295Pantaloni

Mediana in euro. Capi usciti: presenti a luglio e non più a ottobre. Capi entrati: presenti a ottobre e non a luglio.
Categoria Capi di ottobre non presenti a luglio Capi di luglio usciti Listino invariato (capi presenti in entrambe le date) Mediana: capi usciti → capi entrati
Capispalla 72% 56% 93% €490 → €750
Maglieria 69% 50% 81% €239 → €295
Pantaloni 57% 50% 91% €270 → €295
Le variazioni di listino riguardano una minoranza dei capi (dal 7% al 19% a seconda della categoria) e, nel complesso, sono per lo più al rialzo (non nel capospalla, dove salite e cali si equivalgono); potrebbero includere saldi estivi non segnalati come tali. Per questo parliamo di listini che “cambiano poco” e non di rincari.

Marchi e retailer: due velocità

Lo stesso schema, guardato sull’offerta dei retailer multibrand, si muove meno. Mediando lo spostamento delle tre soglie, in tutte e tre le categorie i retailer variano meno dei marchi: nel capospalla il 13% contro il 32%, nella maglieria il 4% contro il 10%, nei pantaloni l’1% contro il 5%. In maglieria la differenza è la più contenuta.

Spostamento medio delle tre soglie tra luglio e ottobre, marchi e retailer

Marchi (24)Retailer multibrand (26)32%13%Capispalla10%4%Maglieria5%1%Pantaloni

Media dei valori assoluti delle variazioni percentuali di soglia Entry, mediana e soglia Top.

Tre elementi sono coerenti con questa differenza.

1. I marchi si muovono insieme, i retailer meno

Il calendario di stagione è simile per molti marchi, e i loro prezzi mediani si spostano nella stessa direzione: nel capospalla la mediana sale di oltre il 10% in 14 marchi su 18, nella maglieria in 13 su 19. I retailer mescolano marchi con calendari diversi e le variazioni si compensano in parte: nel capospalla 8 retailer salgono, 7 restano stabili e 3 scendono. Anche l’ampiezza del movimento cambia: la mediana di un marchio nel capospalla si sposta in media del 50%, quella di un retailer del 14%.

Categoria Marchi con mediana in aumento oltre il 10% Retailer: in aumento / stabili / in calo Variazione media assoluta: marchi Variazione media assoluta: retailer
Capispalla 14 su 18 8 / 7 / 3 50% 14%
Maglieria 13 su 19 3 / 13 / 3 18% 13%
Pantaloni 9 su 21 6 / 16 / 2 12% 12%

2. I retailer tengono online più a lungo la stagione precedente

A ottobre i capi in saldo sono il 5-14% dell’offerta dei marchi e il 25-32% di quella dei retailer; a luglio erano il 19-28% e il 55-60%. Poiché il prezzo di riferimento è quello di listino, i capi in saldo continuano a contare per il loro prezzo pieno e ancorano la scala. I marchi ritirano presto l’estate e passano alla nuova collezione; i retailer smaltiscono le rimanenze nei mesi successivi.

Quota di capi in saldo, marchi e retailer, a luglio e a ottobre

Marchi, luglioMarchi, ottobreRetailer, luglioRetailer, ottobre28%7%55%25%Capispalla19%5%57%32%Maglieria19%14%60%32%Pantaloni

Capi con prezzo originario superiore al prezzo corrente, in percentuale dell’offerta della rispettiva data.

3. L’ampiezza dell’offerta attenua i movimenti

Gli stessi 24 marchi, osservati nei retailer, si muovono meno che sul proprio canale nel capospalla; l’intera offerta multibrand ancora meno. Nel capospalla la mediana sale del 38% sul canale dei marchi, del 19% per gli stessi marchi nei retailer, del 12% sull’offerta ampia dei retailer. In maglieria e pantaloni le tre viste sono più vicine tra loro.

Categoria Marchi (24) Stessi marchi nei retailer Retailer, offerta ampia
Capispalla 540 → 745 (+38%) 690 → 820 (+19%) 705 → 792 (+12%)
Maglieria 315 → 325 (+3%) 250 → 270 (+8%) 310 → 320 (+3%)
Pantaloni 285 → 295 (+4%) 290 → 295 (+2%) 310 → 320 (+3%)
Mediana in euro, variazione percentuale tra parentesi.

Sono spiegazioni coerenti con i dati, non una dimostrazione causale: i pannelli dei due canali sono diversi e il saldo è solo un indicatore della stagione precedente.

Cosa ne ricaviamo

  1. La scala dei prezzi è stagionale. Il mercato va letto sempre a parità di periodo: le soglie di luglio non sono quelle di ottobre, e un confronto tra date diverse mescola prezzi e stagione.
  2. Cambia l’assortimento, non il listino. I prezzi dei capi esistenti restano in larga parte fermi; sono i nuovi arrivi, più cari, a spostare le fasce.
  3. Il canale conta. I marchi anticipano la stagione, i retailer fanno da memoria: il benchmark si muove di più o di meno a seconda del canale con cui ci si confronta.
  4. Il mix conta più dei ritocchi. Nel mercato, le fasce si spostano per l’ingresso di nuovi capi, non per ritocchi di listino. Per chi costruisce la collezione, è un’indicazione a guardare anche la composizione dell’offerta, non solo i singoli prezzi.

Nota metodologica

  • Perimetro: 24 marchi di abbigliamento uomo presenti in tutte le rilevazioni e 26 retailer multibrand; tre categorie (capispalla, maglieria, pantaloni, con i jeans inclusi in pantaloni). Nell’offerta ampia dei retailer sono esclusi i marchi del segmento lusso estremo, che richiedono un’analisi a parte.
  • Rilevazioni: otto, tra l’8 luglio e il 20 ottobre 2026. La rilevazione di fine giugno non è inclusa perché incompleta.
  • Prezzo: sempre il prezzo di listino, mai il prezzo scontato.
  • Soglie: calcolate separatamente per ciascun canale e per ciascuna rilevazione, con interpolazione lineare tra i valori ordinati.
  • Confronto capo per capo: a livello di modello-colore, indipendentemente dalla taglia; un capo è “presente” se osservato nella rilevazione.
  • Lettura delle fasce: le soglie sono una griglia di posizionamento del mercato, non una descrizione dell’assortimento di un singolo marchio.
  • Continuità: la serie è ricostruita a perimetro costante e può differire da aggiornamenti precedenti basati su perimetri diversi.
Il prossimo aggiornamento seguirà la prossima rilevazione multibrand.

Osservatorio Merchandising Intelligence — lucaberga.com

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